Scanner fotografico per diapositive negativi e pellicole

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Prima di comprare uno scanner fotografico, bisogna conoscere le caratteristiche da valutare tra le numerose offerte e scegliere quello più opportuno per le proprie esigenze. Con l’avvento della fotografia digitale il suo utilizzo ha avuto un lieve calo, ma è sempre un accessorio indispensabile come la stampante.

Chi è appassionato di fotografia non può farne a meno, con lo scanner fotografico si possono digitalizzare le vecchie pellicole le diapositive e i negativi e acquisire le immagini delle stampe per utilizzarle in diversi progetti. In commercio vi sono numerosi tipi di scanner, per orientarsi nella scelta di quale modello tra le varie fasce di prezzo scegliere, bisogna sapere per quali lavori ci necessita.

 Il tipo di sensore

Un parametro importante da valutare nella scelta dello scanner fotografico è il formato di acquisizione, per uso personale a casa, consigliato è un modello A4. I modelli A3 sono più indicati per usi professionali come laboratori fotografici o tipografie. Per quanto riguarda il tipo di sensore necessario per acquisire e digitalizzare le immagini, quelli per il mercato consumer sono di due categorie: quelli che utilizzano sensori CCD e quelli che utilizzano i CIS.

scanner per diapositive

Sensore CCD

Il sensore CCD, funziona come le fotocamere digitali. Uno specchio proietta l’immagine attraverso alcune lenti, per poi giungere verso il sensore che trasforma gli impulsi luminosi in segnali elettrici. Per illuminare l’immagine si utilizza una sorgente luminosa normalmente fornita da due lampade fluorescenti. In questo modo si ottengono eccellenti rese cromatiche, consente di catturare immagini più luminose e si ottiene una messa a fuoco anche di oggetti che non sono perfettamente aderenti al vetro di scansione.

Sensore CIS

Il sensore CIS, non usa il sistema ottico ma si affidano a una serie di LED che si illuminano catturando poi l’immagine. Sono molto più piccoli, ma anche meno luminosi. Non richiedono tempi di attesa per il riscaldamento delle lampade e sono anche più economici. La tecnologia Cis, però, è meno fedele di quella CCD e le immagini acquisite possono presentare artefatti cromatici. Hanno anche una ridotta profondità di campo, la foto deve aderire perfettamente al piano di scansione altrimenti potrebbe risultare sfocata.

Nel capo fotografico la tecnologia CCD è superiore a quella Cis. Le immagini acquisite sono più luminose, presentano meno artefatti cromatici e la profondità di colore maggiore. Sono scanner fotografici più ingombranti, ottimi per effettuare l’acquisizione delle foto sul pc. Gli ultimi scanner con tecnologia Cis, possono garantire buoni risultati e spesso sono preferiti nelle soluzioni all-in-one come le stampanti multifunzione.

Che risoluzione deve avere lo scanner fotografico

La risoluzione di acquisizione di uno scanner fotografico è indicata in dpi, cioè punti per pollici. Vediamo di capire qual è la differenza tra la risoluzione massima e quella effettiva: i produttori evidenziano la risoluzione massima mentre quella effettiva che ci dice la reale qualità dello scanner è la risoluzione ottica. Maggiore è la risoluzione di scansione e più dettagliata sarà l’immagine digitalizzata. Un altro fattore da considerare è come la risoluzione viene riportata, a volte, nelle specifiche, si legge 1200 × 2400 dpi, ovvero sono indicati due valori.

Il sensore dello scanner analizza una riga orizzontale per volta, mentre un carrello provvede a far muovere trasversalmente il sensore per catturare le linee successive fino all’acquisizione completa della pagina.

Il primo valore riportato, è quello della scansione orizzontale che corrisponde al numero di sensori disposti orizzontalmente. Il secondo valore, ci dice solo di quanti step è composta la scansione di un pollice. Questo vuol dire che scrivere 1200 × 2400 dpi significa che la scansione ottica orizzontale è di 1200 pixel e il carrello fa effettuare al sensore 2400 letture per pollice.

 I pixel dello scanner

 Vediamo di capire quale risoluzione deve avere lo scanner per stampare foto con una certa qualità, la risoluzione di digitalizzazione di un’immagine dipende dalle dimensioni del file originale e da quelle della stampa che si vuole ottenere. Una foto a colori dovrebbe essere digitalizzata a 300 dpi per catturare anche i più piccoli dettagli.

Usare risoluzioni più alte solo nel caso l’originale presenti dettagli molto ben definiti (un francobollo). Usare valori più alti per le stampe normali non porta nessun vantaggio sulla qualità dell’immagine digitalizzata. La risoluzione di scansione, può essere importante in base al tipo di stampa che si vuole effettuare.

scanner fotografico

La profondità di colore

 Maggiore è il valore della profondità di colore, migliore sarà la qualità dell’immagine acquisita. Uno scanner fotografico deve saper campionare un gran numero di sfumature di colore. Questa capacità viene misurata in bit di colore e ci dice il numero di colori che può riconoscere per ogni pixel.

Se si acquisisce un’immagine in bianco e nero, per descriverla basta un solo bit per ogni pixel. Il bit rappresenta l’informazione primaria in informatica e può assumere valori zero e 1 ovvero bianco e nero. Se invece si devono descrivere più sfumature, bisogna utilizzare più bit per ogni pixel.

Lo scanner fotografico è in grado di utilizzare una profondità di colore a 24 a 48 bit. Lo scanner da 24 bit usa 8 bit per tutti e 3 i canali di colori riuscendo campionare fino a 16,7 milioni di sfumature. La risoluzione di scansione e la profondità di colore sono caratteristiche che incidono molto sulla qualità dell’immagine ma comportano anche la creazione di file molto pesanti.

Aumentare la risoluzione e la profondità di colore comporta l’aumento anche delle dimensioni del file che verrà creato, anche se si tratta di un’immagine in formato Jpeg. È meglio impostare i parametri di acquisizione in base alle proprie esigenze evitando di ricorrere alle impostazioni migliori offerte dal dispositivo che si possiede.

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Scanner per diapositive e pellicola per portare in digitale i vecchi negativi

Chi ha avuto una macchina fotografica analogica a pellicola, sicuramente è in possesso dei negativi delle foto sviluppate. Con i nuovi scanner fotografici, modelli dotati di un modulo Tma che permette di digitalizzare le vecchie pellicole, negativi e diapositive.

Questo dispositivo può essere integrato nel coperchio dello scanner o essere a parte ed è dotato di una lampada supplementare che serve a retroilluminare la pellicola o la diapositiva per poter acquisire l’immagine. Per digitalizzare una foto da negativi che hanno una dimensione piuttosto ridotta, lo scanner deve supportare una risoluzione ottica di scansione abbastanza elevata almeno di 2400 dpi.

Questa soluzione è molto pratica poiché permette anche di effettuare nuove stampe senza dover ricorrere a laboratori esterni e permette di digitalizzare le vecchie foto, e le vecchie diapositive, e poterle conservare per sempre.