Formato sensore Reflex digitale

Quando dobbiamo scegliere una reflex digitale, significa che dobbiamo scegliere il sensore, scegliere il sensore significa fare i conti con oscillazioni di prezzo significativi. Una reflex formato 24 * 36 mm, infatti, costa mediamente il doppio di una reflex digitale a formato ridotto. Infatti basandoci su considerazioni puramente economiche, è da sapere che il sensore APS-C è il formato standard delle reflex digitali.

Sensore macchina fotografica

Il sensore della macchina fotografica svolge la stessa funzione di una pellicola nella macchina fotografica analogica tradizionale. Il sensore è dove l'obiettivo della fotocamera mette a fuoco il soggetto o la scena ed è lì che l'immagine viene inizialmente "catturata" prima di essere trasformata in dati digitali e memorizzata sulla memory card della fotocamera.

Bisogna sapere però che esistono almeno tre formati di sensori APS-C a seconda della casa costruttrice. Canon adotta sensori grandi 22,2 * 14,8 mm, Fujifilm, Nikon, Pentax, Samsung e Sony utilizzano sensori grandi 23,7 * 15,6 mm, mentre Sigma adotta un sensore grande 20,7 * 13,8 mm.
La differenza nelle dimensioni dei sensori è minima ma non trascurabile perché incide sulla focale dell'obiettivo innestato. Un obiettivo progettato per coprire il formato 24 * 36 mm montato su una reflex APS-C vede ridotto il suo angolo di campo.

Per calcolare la focale equivalente basta moltiplicare di un fattore pari a 1,5, 1,6, 1,7 volte. Così, ad esempio, l'angolo di campo di un 24 mm (84°) utilizzato con una reflex digitale Nikon con sensore APS-C si riduce a quello di (circa) un 36 mm (65°) naturalmente con disappunto per tutti.

Le reflex si basano su un sensore ( CCD o CMOS), un cuore di silicio che sembra rifiutare a priori il concetto di standard. Quale è infatti il formato standard in digitale? Non certo quello 35 mm, che è diventato l’equivalente del medio formato pellicola.

Sensore Reflex 24 x 36 mm Full Frame

Il sensore di una Reflex 24 x 36 mm denominato "Full Frame" adottato da Canon, Nikon, Sony. Le reflex Full Frame sono le fotocamere che sfruttano un sensore 24 x 36 mm, grande esattamente come un fotogramma delle tradizionali pellicole 135 mm.

Sono reflex dichiaratamente professionali e per questo molto costose: in alcuni casi il loro prezzo supera abbondantemente € 3000. Vantano la più elevata qualità di immagine al momento disponibile e una versatilità ineguagliabile. Sono ingombranti pesanti, ma molto robuste in virtù del telaio realizzato in metallo.

La loro struttura è quasi sempre dotata di una serie di guarnizioni che le rende impermeabili a spruzzi d'acqua, umidità e polvere. Tale caratteristica si definisce "tropicalizzazione". Le reflex Full Frame possono fare affidamento su una gamma di accessori molto ampia, che prevede decine di obiettivi (originali e universali), spesso dalla luminosità molto elevata (anche f/1,2), lampeggiatori portatili di grande potenza, trasmettitori wireless, moduli GPS ecc.

Le reflex 24 x 36 mm possono essere vantaggiosamente impiegate in studio come nel reportage, nella fotografia sportiva come nel glamour. Hanno un otturatore che assicura almeno 300.000 scatti e che offre una cadenza di ripresa anche di 8-10 fotogrammi al secondo.

Le reflex 24 x 36 mm dispongono di un doppio slot per inserire due schede di memoria contemporaneamente, connessioni di ogni tipo ( HDMI, USB, AV), di un mirino grande luminoso che assicura una visione brillante del 100% dal campo inquadrato.
Reflex Full Frame offrono la gestione completa delle impostazioni delle immagini e possono registrare una traccia audio di un commento alle fotografie appena scattate.

Dimensione sensore

E' molto importante sapere che la dimensione del sensore varia a seconda delle macchine fotografiche e ciò può ripercuotersi sulla qualità delle immagini digitali. Ci sono moltissime macchine fotografiche sui mercati che offrono sensori a 12 MP, ma ciò non implica che i sensori abbiano le stesse dimensioni. La dimensione fisica dei sensori determina la dimensione dei singoli photosite (la superficie del sensore è coperta da una griglia di milioni di microscopici apparecchi chiamati "photosite").

Il sensore APS-H 28,1 * 18,7 mm adottato da Canon per la reflex digitale Eos 1D Mark IV.
Formato sensore APS-C 23,7 * 15,6 mm adottato da Fujifilm, Nikon, Pentax, Samsung e Sony.
APS-C 22,2 * 14,8 mm adottato da Canon.
APS-C 20,7 * 13,8 mm adottato da Sigma.
Il sensore 4:3 e micro 4:3 17,3 * 13 mm adottato da Leica Olympus e Panasonic.

Il sensore APS-H 28,1 * 18,7 mm adottato da Canon per la reflex digitale Eos 1D Mark IV.
Formato sensore APS-C 23,7 * 15,6 mm adottato da Fujifilm, Nikon, Pentax, Samsung e Sony.
APS-C 22,2 * 14,8 mm adottato da Canon.
APS-C 20,7 * 13,8 mm adottato da Sigma.
Il sensore 4:3 e micro 4:3 17,3 * 13 mm adottato da Leica Olympus e Panasonic.

Il formato più diffuso è il cosiddetto APS-C, con differenze di qualche millimetro a seconda della casa costruttrice. È adottato da tutte le reflex Entry Level (fino a € 1000), da quelli di fascia media (fino a circa € 2000) e anche da alcuni modelli professionali. Una reflex 24 x 36 mm (Full Frame), costa mediamente il doppio rispetto ad una di fascia media, ma ha il vantaggio di fornire un'immagine finale di qualità superiore.

Come nasce una foto digitale

Il sensore (CCD o CMOS) è raggiunto dai raggi di luce raccolti dall'obiettivo. I singoli pixel del sensore generano deboli cariche elettriche, proporzionali alla quantità di luce che li colpisce. Queste sono elaborate da un processore e successivamente memorizzate nel supporto di memoria. Un buffer, ovvero una memoria Ram, custodisce in maniera temporanea i dati immagine prima che siano fissati nella scheda di memoria.

La velocità impiegata nell'operazione incide sulla capacità di raffica della reflex digitale e si traduce nel lasso di tempo che siamo costretti ad attendere tra una raffica e l'altra. Le reflex digitali attuali utilizzano un buffer " intelligente", all'interno del quale il processo di elaborazione scrittura dell'immagine nella scheda di memoria avviene in parallelo, accorciando sensibilmente i tempi di attesa in questo modo, infatti il buffer non si ingolfa e si crea sempre nuovo spazio libero per gli scatti successivi.