Apertura - focale obiettivo fotografico

L'obiettivo delle macchine fotografiche è costruito da un insieme di lenti progettate per focalizzare sul sensore la luce ripresa dalla scena.

Le lenti che svolgono questa funzione di raccolta e focalizzazione, tendono ad assorbire una parte della luce che le attraversa. Migliore è la qualità dell'obiettivo della macchina fotografica, minore sarà l'assorbimento.

Un modo semplice per stabilire la qualità dell'ottica consiste nel conoscere la luminosità massima, che viene solitamente espressa con valori del tipo 1:2.8 oppure f2.8 oppure f/2.8. Il valore di apertura ci dice il rapporto tra la "lunghezza" e la "larghezza" del nostro obiettivo fotografico.

Apertura e luminosità dell'obiettivo

Un obiettivo più lungo, dove la luce deve attraversare un percorso maggiore, presenta un rapporto intrinsecamente più alto, perciò sarà meno luminoso. Uno più corto, tenderà ad avere un rapporto intrinsecamente più basso, perciò lascerà passare più luce e lo definiremo un obiettivo fotografico "veloce" perché consentirà, a parità di condizioni esterne, di lavorare con un tempo di posa inferiore rispetto ad un altro.

L'esposizione deriva sempre dalla combinazione inversamente proporzionale tra apertura e tempo di posa: raddoppiando l'apertura dell'obiettivo possiamo dimezzare il tempo di posa, ottenendo sempre la stessa quantità di luce. Al valore minimo di apertura, dunque la luminosità massima teorica di un obiettivo fotografico, corrisponde a 1.

È rarissimo trovare ottiche con tale rapporto ed è anche difficile trovarne con un'apertura massima di 1.4 che corrisponde alla metà della luce convogliata da un obiettivo con f1. Nelle fotocamere digitali, il valore minimo riscontrabile è f2 (cioè un quarto della luminosità teorica massima) e la norma ci porta verso i valori ancora maggiori, cioè 2.8, 4 e 5.6, ciascuno che indica una quantità di luce dimezzata rispetto al precedente, oppure a valori intermedi tra questi.

Nello scatto a mano libera, in condizioni di luce ridotta, bisogna prestare attenzione al tempo di posa scelto dalla fotocamera e assicurarsi che non sia inferiore a 1/60 di secondo oppure, nel caso di una macchina con obiettivo zoom, a un valore di tempo comparabile alla lunghezza dell'obiettivo. Nel caso di uno zoom da 110 mm equivalenti, il tempo dovrà essere di 1/125 di secondo. Uno zoom da 200 richiederà 1/250 di secondo.

La classificazione della focale dell'obiettivo

L'obiettivo per reflex è classificato in : grandangolare, normale, tele, e speciale. Il parametro usato per classificarli é la lunghezza focale. La maggior parte delle reflex monta zoom a focale variabile.

Obiettivo normale

Si intende quello con lunghezza focale pari alla diagonale del sensore. Per grandangolare, la focale inferiore, per tele, la focale superiore.

Nella fotografia analogica le dimensioni del sensore, cioe' della pellicola, sono fisse: 24x36 mm nel caso dei comuni rullini del formato 35 mm. Nella fotografia digitale le cose cambiano, perche i CCD o i CMOS impiegati come sensori non hanno tutti le stesse dimensioni.

Con la lunghezza focale normale possiamo realizzare la maggior parte delle fotografie: dai panorami ai ritratti, dalle foto di reportage alla fotografia notturna.

Obiettivo Grandangolare

Con il Grandangolare, abbiamo una minore lunghezza focale e un piu' ampio angolo di ripresa. I grandangolari sono nati per permettere di scattare foto in spazi ridotti. Essi consentono di andare piu' vicini al soggetto e offrono una grande profondita' di campo. Con un grandangolo si esalta la prospettiva.

Teleobiettivo

Il teleobiettivo ingrandisce il soggetto ripreso. Piu'l'angolo di ripresa é piccolo, cioé piu' la focale dell'obiettivo é lunga, piu' il fotogramma viene riempito con una piccola parte del soggetto.

I teleobiettivi servono a scattare foto distanti dal soggetto, come accade nelle riprese sportive, o di quelle di animali allo stato brado. Inoltre servono a far risaltare meglio il soggetto sullo sfondo, grazie alla ridotta profondità di campo; a meglio rispettare le proporzioni del soggetto; a ottenere prospettive caratterizzate da una forte compressione dei dati.

Obiettivo Macro

Il Macro, permette di riprendere il soggetto da brevissima distanza. Oggi la funzione di ripresa ravvicinata é inglobata negli zoom della maggior parte delle fotocamere, che consentono riprese anche da distanze di appena uno/due centimetri.

Esistono anche macro per reflex. Sono consigliabili ai fotografi che fanno della fotografia macro la loro specializzazione.

Da tenere presente che, l'ottica é una delle componenti della macchina fotografica che maggiormente influenzano la qualità finale dell'immagine ripresa.

Zoom standard

Lo zoom standard è generico che copre una gamma di lunghezza focale dal grandangolo al teleobiettivo moderato.

L'esempio più evidente è la lente kit che viene fornito con la fotocamera (in genere un 18-55mm F3.5-5.6 per APS-C), ma questo può essere aggiornato a qualcosa con un po 'più vasta e migliore qualità ottica, o con un veloce apertura massima F2.8.

Ogni produttore di reflex usa la sua ottica "proprietaria", il che significa che le lenti non possono essere scambiate tra le marche; un'ottica Canon non può stare su un corpo Nikon.

Il secondo parametro principale di un' ottica utilizzata nella sua specifica è l'apertura o focale. L’apertura di un obiettivo descrive la quantità di luce che è in grado di raccogliere, può essere espressa in molti modi diversi, con la f (focale) F4, f / 4, 1:4.

Il numero minore ci dice che ha un'apertura massima e quindi raccoglie più luce; per esempio uno con apertura F2.8 raccoglie il doppio della luce di uno con apertura F4.

Profondità di campo

L'apertura è il fattore principale insieme a lunghezza focale e dimensioni del sensore per regolare la profondità di campo. Più è chiuso il diaframma: più profondità di campo si ha. Significa che: se si utilizza un apertura "luminosa" (valore f più piccolo) sarà possibile mettere a fuoco solo una piccola parte, rendendo il resto sfuocato.

Se ad esempio si vuole fare un ritratto di una persona, per avere lo sfondo sfuocato e concentrare l'attenzione solo sul soggetto, isolandolo dallo sfondo, è necessario impostare una grande apertura (f/1.4). Diversa è la situazione per ritratti in studio: qui si ha uno sfondo neutrale e molta illuminazione, sono quindi più importanti i dettagli e la nitidezza: si utilizza quindi un apertura più chiusa.

L'apertura focale influenza la profondità di campo

Un obiettivo fotografico con una grande apertura (numero focale più piccolo) permette di scattare con poca luce, e (per esempio) si possono scattare immagini in interni con scarsità di luce senza l'uso del flash.

Una grande apertura, come F2.8 offre una profondità di campo, che consente l'isolamento di un elemento in una foto. Le lenti a diaframma di grandi dimensioni permettono anche di effettuare riprese in interni senza dover ricorrere a Flash.

Diaframma obiettivo

L'obiettivo ha nel loro interno un Diaframma che regola la quantità di luce da proiettare sul sensore digitale. Il foro attraverso cui passa la luce si chiama apertura o focale; è calcolato attraverso il "rapporto focale" (noto anche come: "f-stop" o "numero-f"): cioè il rapporto esistente tra lunghezza focale di un obiettivo (misurato in millimetri) ed il diametro di apertura dell'ottica (se per esempio abbiamo un ottica da 50mm con un apertura di diametro 25mm: corrisponderà ad f/2).