Apertura diaframma e tempo di scatto

Gli obiettivi fotografici, sono dotati di un diaframma ad apertura variabile. E' un dispositivo meccanico che permette di dosare la quantità di luce che passa attraverso l’obiettivo durante l’esposizione. Se lo chiudiamo per ottenere un’esposizione corretta saranno necessari un tempo di posa più lungo e/o una maggiore sensibilità. A seconda dell'apertura del diaframma impostato avremo corrispondenti profondità di campo. In base all'apertura si influenzano le prestazioni dell’obiettivo, dato che quasi tutte le aberrazioni ottiche si riducono quando l’apertura è ridotta.

Apertura del diaframma ottimale

Generalmente la resa migliore di un'apertura del diaframma ottimale, si ha con aperture intermedie e quella peggiore alla massima apertura. Più lo apriamo e più luce entra nell’obiettivo, per cui a parità di luce ambiente e sensibilità si avrà un’esposizione corretta con tempi di posa più brevi. Chiudendolo succede il contrario.

Il diaframma si trova nel barilotto cilindrico dell'obbiettivo, regola la quantità di luce che passa al momento dello scatto. E' formato da alcune lamelle metalliche che scivolando su loro stesse determinano il diametro di un foro circolare più o meno ampio.

Siamo noi a dover sceglier l’apertura del diaframma, si apre e si chiude per raddoppiare o dimezzare la quantità di luce che intendiamo far passare per avere un’immagine bene esposta.

Aperture del diaframma

In questo disegno vediamo una sequenza di aperture del diaframma. Ad ogni passaggio si dimezza la quantità di luce che attraversa il diaframma, con la necessità di un tempo di esposizione doppio (a parità di luce ambiente e sensibilità ISO).

Stop diaframma

Ogni scatto della ghiera dell’obiettivo prende il nome di "stop" rispettano una scala numerica, espressa nella seguente progressione :
f 1 f 1,4 f 2 f 2,8 f 4 f 5,6 f 8 f 11 f 16 f 22 f 32 f 45 f 68

al valore numerico più basso corrisponde una apertura diaframma più grande.
Un' apertura impostata al valore f 2,8 farà passare una quantità di luce superiore di una impostata allo stop successivo f4, cioè entrerà esattamente il doppio della luce.

In base alle nostre scelte, si determina la quantità di luce che arriverà al sensore. Il diaframma gestisce un altro fondamentale parametro della fotografia: la profondità di campo che rappresenta la porzione di spazio che risulta nitida in una foto.

Il diaframma si comporta come l’iride dell’occhio umano

Come l’iride dell’occhio umano, che si allarga o si restringe variando la quantità di luce che raggiunge la retina. La variazione di diametro del foro si ottiene mediante una struttura lamelle, che possono essere due (nelle fotocamere digitali compatte meno pregiate) oppure sette o nove.

Normalmente diaframmi molto complessi si trovano sulle ottiche pregiate o super luminose (queste hanno lenti di grande diametro, cosicché deve controllare una superficie ampia). Quanto più il numero di lamelle è elevato, tanto più il foro che esse formano si avvicina all’ideale disegno circolare. Quelli polilamellari, sono preferibili al di là della raffinatezza costruttiva, perché producono una resa più morbida e plastica dei piani fuori fuoco.

Lamelle diaframma

Per sapere quante lamelle ha il diaframma dell’ottica che stiamo usando basta smontare l’obiettivo dalla fotocamera, osservarlo in controluce e contare i lati del poligono regolare che esse disegnano all’interno dei gruppi dirigenti. La forma del diaframma a volte è visibile anche nelle nostre fotografie: in alcune riprese in controluce, può capitare che si formano riflessi intorno all’obiettivo. Grazie riflessi intorno al disco solare si possono contare le lamelle che lo compongono.

Apertura diaframma e tempo di scatto

Apertura del diaframma e il tempo di scatto sono importantissimi e fondamentali per ottenere una foto perfetta. La loro combinazione influenza la quantità di luce che penetra nell’obiettivo ed è determinante per l’aspetto finale delle nostre immagini. Controlla la profondità di campo determinando quali aree di una scena appaiano a fuoco.

Tempo di scatto

Se vogliamo una ridotta profondità di campo, dobbiamo selezionare un'apertura ampia (come f/2.8), al contrario se vogliamo che la profondità di campo più ampia, dobbiamo selezionare una più chiusa (come f/16). Il tempo di scatto può “congelare” un soggetto in movimento o creare un effetto sfocato. Più è lento il tempo di scatto, maggiore sarà la sfocatura.

Tempo di scatto veloce e tempo di scatto lento

Il tempo di scatto ci permette di controllare l’esatto tempo in cui l’otturatore rimane aperto. In abbinamento con il diaframma, determina la quantità di luce che raggiunge il sensore. L’obiettivo principale della scelta del tempo di scatto è stabilire quanta parte del movimento del soggetto debba essere registrata. Il tempo veloce congela il movimento e il tempo lento sfoca il movimento.

I tempi di scatto si leggono in frazioni di secondo. Per esempio, 1/16 di secondo cattura un’immagine sfocata di un soggetto in movimento, mentre 1/1000 di secondo congela il movimento stesso. Tempo e apertura diaframma lavorano insieme, dal momento che l’intervento sui due influenza la quantità di luce che entra nella fotocamera, dobbiamo ricordarci di non perdere mai l’esposizione corretta.

Se chiudiamo il diaframma di uno stop (e lasciamo quindi entrare meno luce) dobbiamo compensare rallentando il tempo di uno stop (per far rientrare più luce). Con le modalità semiautomatiche possiamo lasciare che la reflex digitale imposti il tempo di scatto giusto quando scegliamo il diaframma e viceversa.

Diminuire apertura diaframma

1 aumentare la profondità di campo negli scatti in close-up e assicurarci che la scena sia a fuoco dal primo piano allo sfondo. È importante anche nei paesaggi.

2 catturare il massimo di dettaglio. I diaframmi più chiusi sono eccellenti per paesaggi e scatti architettonici.

3 poter impostare tempi di scatto più lenti e introdurre effetti creativi come la sfocatura di movimento o le scie luminose dei fanali delle auto nelle foto notturne.

Aumentare apertura diaframma

1 ridurre la profondità di campo e concentrare l’attenzione sul soggetto sfocando lo sfondo.

2 isolare un oggetto da uno sfondo sgradevole o confuso.

3 poter utilizzare tempi più veloci grazie alla maggior quantità di luce che raggiunge il sensore e quindi per congelare l’azione ed evitare sfocature.

4 creare astratti macro artistici controllando precisamente cosa rimanga a fuoco.